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"Scusi, lei è normale?"

di Stefano Disegni

Italia di m… Che bella notizia… Mio padre ha l’ischemia.
Purtroppo le belle notizie non ci sono mai, solo notizie del c…
Ora con questo problema deve restare molto là, mentre voi state a dire sempre le stesse cazzate?
Sì, è vero, mio padre sta in ospedale perché non sta bene ed ha avuto una mancanza.
Ma voi Italia di merda fateli stare lì un altro po’.
Vi preoccupate di portare qui gli immigrati che bucano le ruote perché vogliono soldi e non vi preoccupate dei vostri fratelli che combattono per voi, e alcuni perdono la vita.
Complimenti Italia, ci state portando alla morte per tante cose!
E ancora, Italia mi fai schifo…
E l’Italia li lascia ancora li a tal punto di farli ammalare.
Bravi bravi!!!

Un durissimo sfogo di pancia, quello di una figlia che non può più riabbracciare il proprio padre. Giulia Latorre (via pinokkioribelle

Ci siamo mai chiesti chi ha la responsabilità dell’intera vicenda? Chi ha legalizzato l’utilizzo delle Forze Armate a bordo di mercantili privati e perchè? Siamo l’UNICA nazione democratica a farlo. Gli altri paesi utilizzano contractors, cioè civili mercenari, o militari a bordo di navi militari comandate da militari. Da qui nasce il pasticcio internazionale tipicamente italiota, perché, sottraendo i militari che erano a bordo della Lexie dalla catena di comando militare, li si è resi ostaggi degli interessi dell’armatore, cioè di interessi privati. P.S. Il decreto legge del governo italiano (IV governo Berlusconi) n. 107 del 12 luglio 2011, convertito con modificazioni dalla Legge 2 agosto 2011, n. 130, ha consentito, per la prima volta, l’imbarco di appartenenti alle Forze Armate sulle navi civili battenti bandiera italiana. Successivamente, l’11 ottobre, il Ministero della Difesa (Ignazio La Russa ) e la Confederazione italiana armatori (Confitarma) siglano una convenzione in cui si sancisce che militari opereranno a bordo delle navi civili. I responsabili verso cui la  bimba dovrebbe rivolgere i suoi sfoghi di pancia sono loro ( e lo stesso padre che avrebbe dovuto evitare di uccidere due pescatori innocenti scambiandoli per pirati).

Win

Win

batchiara:

saltandpepperman:

Love Napoli, by Guido Giannini

Eh

Via Bartolomeo Capasso ( AKA ‘ncopp ‘o ponte ‘e San Severino). 

batchiara:

saltandpepperman:

Love Napoli, by Guido Giannini

Eh

Via Bartolomeo Capasso ( AKA ‘ncopp ‘o ponte ‘e San Severino). 

Che le coppie gay possano adottare un figlio dovrebbe stabilirlo una legge dello Stato, non una decisione della magistratura che, presa da una sindrome di supplenza onnipotente, vuole interpretare, forzare, piegare una legge che non c’è. O che non c’è ancora, perché attualmente sono in discussione molte ipotesi per regolare la convivenza stabile tra coppie dello stesso sesso per riconoscere a queste ultime diritti ancora calpestati. Ma anche nella più «avanzata» tra queste ipotesi l’adozione di un figlio è ancora materia controversa. Deciderà il Parlamento, nella sua sovranità legislativa. Invece ieri un magistrato ha deciso al posto del Parlamento, deliberando a favore del sì all’adozione. Montesquieu avrebbe qualcosa da eccepire su questa invadenza del potere giudiziario che si arroga la titolarità del potere legislativo. (…) la magistratura che si sostituisce alla politica e alla sua incapacità di legiferare dovrebbe preoccupare chiunque, a prescindere dal merito delle singole questioni. Possibile che debba essere una sentenza a stabilire se in un ospedale debbano essere somministrati gli intrugli di Stamina? O che sia una sentenza a fissare le regole della fecondazione eterologa?

(via politicamentecorretto)

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La Magistratura in Italia può tutto..

(via falcemartello)

Non riuscirò mai a capire, né a condividere, il punto di vista di qualcuno che vuole stabilire delle leggi su cosa possono o non possono fare due persone che si amano. Come è  possibile che l’orientamento sessuale di due persone che scelgono di stare insieme e avere dei figli sia più importante della loro capacità di amare e trasmettere amore? 

Perché insistere sul valore della famiglia tradizionale quando il mondo è pieno di persone di merda nate e/o cresciute da coppie etero? 

(via rita—lin)

E poi se “la magistratura che si sostituisce alla politica e alla sua incapacità di legiferare” non vedo perché le persone dovrebbero rinunciare ai loro diritti solo perché il parlamento latita: ricordiamoci che abbiamo una Costutuzione e nella sua prima parte ci dovrebbe guidare in tutte le questioni su cui il parlamento non ha ancora legiferato (in questo caso sopratutto l’Articolo 3).

(via noneun)

Occorrerebbe conoscere realmente le cose prima di parlare a vanvera e Battista è un maestro in questo. Come spiega efficacemente Stefano Rodotà (QUI) la sentenza non rappresenta nessuna forzatura o “supplenza” giudiziaria. Semplicemente si basa su una legge esistente e su un principio costituzionale che indicano con chiarezza quali siano i criteri da seguire in una materia così delicata come i diritti fondamentali delle persone, in primo luogo quelli dei minori. La legge 184 del 1983 art. 44 prevede l’adozione «in casi particolari» sottolineando che «l’adozione è consentita, oltre che ai coniugi, anche a chi non è coniugato». È evidente, quindi, che questo tipo di adozione prescinde tanto dall’esistenza di un matrimonio, quanto dall’orientamento sessuale di chi intende adottare; e l’articolo 44 non lo vieta né ai single né alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Ignorare questo dato normativo porterebbe a una illegittima discriminazione tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali violando la Costituzione.

Se poi vogliamo addentrarci in argomenti non prettamente giuridici, ma più squisitamente pedagogici e psicorelazionali:”Non importa se omosessuali, etero, biologici o adottivi: conta la qualità delle relazioni con i bambini. Madri e padri sono importanti in quanto genitori e non perché maschi o femmine.”  

È la conclusione a cui sono arrivati psicologi e ricercatori nel più grande convegno italiano sull’omogenitorialità, organizzato dalla Facoltà di Medicina e Piscologia dell’Università La Sapienza di Roma. (QUI) 

Win

Win

Vorrei leggerti un po’. E tenere il segno con le dita.
Nazim Hikmet
Il “Pacco” giustizia

"Ho appena finito di leggere il reale contenuto delle tanto sbandierate decisioni epocali prese ieri dal Consiglio dei Ministri in materia di riforma della giustizia e mi son chiesto: “ma fino a che punto è lecito truffare la buona fede degli italiani?”. Poi, però, ho letto i titoli e gli articoli dei soliti giornali di regime e soprattutto le dichiarazioni di alcuni “illuminati” Ministri e mi sono detto: “ma come possono gli italiani valutare l’effettiva bontà delle suddette riforme, se ad essi vengono propinate notizie così false e fuorvianti da rasentare il reato di truffa?”.
Volete alcuni esempi? Eccoli:
1 - “La Repubblica” così titola quel che sarebbe stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri: “La rivoluzione Giustizia, prescrizione congelata, nuovo falso in bilancio e vacanze dimezzate”;
2 - “Il Corriere della Sera” così sintetizza l’umore del Governo: “il Premier Renzi parla di rivoluzione, il Ministro della Giustizia Orlando è molto soddisfatto perché è riuscito a far varare dal Consiglio dei Ministri l’intero pacchetto Giustizia”;
3 - Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando (sì, tale Ministero è diretto proprio da Orlando, anche se pare impossibile) ha esclamato, all’uscita dal Consiglio dei Ministri: “sono soddisfatto, aver portato a casa il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e la nuova prescrizione lo considero un vero successo. Francamente, fino a ieri non ci avrei scommesso”.
Ma è davvero così? Nel senso che davvero è stata congelata la prescrizione? Davvero è stato ripristinato il reato di falso in bilancio e davvero è stato finalmente introdotto il reato di autoriciclaggio nel nostro sistema penale? Ed ancora: davvero i provvedimenti approvati servono a “rivoluzionare” la giustizia, nel senso di farla diventare più efficace e celere? E soprattutto: davvero tutti i provvedimenti riguardanti il cosiddetto “pacchetto Giustizia” sono stati “approvati” o non invece, ed ancora una volta, sono solo delle banali proposte, come ce ne sono già state migliaia di tante altre in questi ultimi 20 anni? 
Ebbene, se esaminiamo con attenzione cosa effettivamente ha varato ieri il Consiglio dei Ministri, non possiamo non accorgerci che non ci troviamo affatto di fronte ad un nuovo e più efficace “pacchetto Giustizia” ma solo e sempre ad un ennesimo “pacco” rifilato agli italiani per illuderli che - fra 100, massimo 1000 giorni tanto cari a Renzi – vivremo tutti felici e contenti. 
Ed allora, ristabiliamo una prima inconfutabile verità: in materia penale non è stato approvato alcun provvedimento “vero e reale” (dicasi decreto legge), tale cioè da poter incidere da subito e con maggiore determinazione contro la dilagante criminalità economica, istituzionale e politica che attanaglia e blocca lo sviluppo del nostro paese e ci fa rimanere, agli occhi del mondo, con il gelato (pardon, con il cerino) in mano.
E’ stata invece varata solo una sfilza di cosiddetti “disegni di legge”, vale a dire semplici “proposte che andranno a riempire gli scaffali del Parlamento, come migliaia di tante altre proposte che già occupano i magazzini e gli scantinati di Camera e Senato, senza alcuna possibilità di poter essere in futuro approvate. 
Anzi, diciamola tutta, dobbiamo pure augurarci che i disegni di legge varati ieri non vengano approvate, giacchè trattasi di proposte che – per non scontentare nessuna forza politica che, direttamente o indirettamente, rappresenta l’attuale maggioranza parlamentare “renzusconiana” in materia di giustizia – dopo essere state scopiazzate qua e là da precedenti proposte, sono state manipolate ed assemblate in modo tale che tutti i partiti della “nascosta” maggioranza possano ora dire che hanno vinto loro. Ed infatti già ieri, subito dopo il varo dei predetti disegni di legge, il leader dello sconosciuto partito NCD Angelino Alfano ha esclamato: “centrato l’obiettivo, grazie a noi!”.
L’obiettivo sarà stato pure “centrato” ma chi è stato colpito a morte non è la criminalità dei potenti, bensì la funzionalità della giustizia.
Un esempio? Eccolo. E’ stato ribadito che risponde del reato di concussione solo il pubblico ufficiale e non anche l’incaricato di pubblico servizio. Soprattutto è stato ribadito che non esiste più la figura del reato di “concussione per induzione (cosa che invece c’era prima della famigerata riforma Severino). Ebbene, pure le pietre sanno che gli amministratori pubblici (politici e funzionari che siano) non chiedono denaro puntando addosso alle loro vittime una pistola o minacciandoli di incendiare la loro casa (come invece avviene per il reato di estorsione da parte della criminalità comune) ma semplicemente non dando seguito alla “pratica” richiesta, frapponendo mille ostacoli burocratici, fischiettando e girandosi dall’altra parte ad ogni istanza, facendo finta di non capire e così via, fino a farsi “mettere letteralmente in mano il denaro” e farsi pure dire “grazie” per essersi “abbassati” ad accettarlo! Posso assicurare che tutta l’inchiesta “Mani Pulite” a suo tempo realizzata dal Pool di Milano e le tante altre inchieste simili che si sono svolte in tutta Italia si sono basate proprio sulla contestazione del reato di concussione “per induzione” e non anche “per costrizione”, forma, questa, pure prevista dal codice penale. Ma si sa come vanno le cose nel nostro Paese: quando si scopre la malattia, invece di curare la malattia si cura “il medico” ed infatti l’unica norma immediatamente operativa approvata ieri è stata l’inasprimento della responsabilità civile dei magistrati, con il risultato che – per paura di sbagliare – c’è il rischio che qualche magistrato si accontenti di fare da “passacarte” invece che rovistare ogni angolo delle notizie di reato che riceve.
Un altro esempio? Eccolo. Per poter mettere sotto intercettazione i corrotti e corruttori non basta che ci siano “sufficienti indizi di reato” come è previsto per i delitti di mafia ma rimane sempre necessario che ci siano “gravi indizi di reato”, come se i crimini commessi dai pubblici ufficiali facciano meno danni di quelli commessi dai mafiosi! 
Un altro esempio ancora? Eccolo. Il cosiddetto Ministro Orlando ieri si è vantato di aver “portato a casa la nuova prescrizione” (parole sue sparate a vanvera, giacchè, ripetesi, tutta la materia penale è stata affrontata solo con generici disegni di legge che chissà quando e chissà come vedranno la luce). In realtà, sono state previste solo brevi interruzioni dei termini di prescrizione tra un grado e l’altro del giudizio (primo grado, appello e cassazione). Invece (e lo ripeto ancora una volta), pure le pietre sanno (e figurarsi se non lo sanno i delinquenti) che l’unico modo per impedire che chi commette un delitto debba pure e quasi sempre farla franca è quello di emanare una norma che semplicemente dica: “dopo il decreto di rinvio a giudizio, la prescrizione si interrompe”. In tal modo, chi deve rispondere dei suoi reati di fronte alla legge deve necessariamente sottoporsi al processo. A questa proposta, solitamente si obietta che – siccome ogni imputato ha diritto a conoscere il suo destino giudiziario in un tempo ragionevole – se la sentenza definitiva non arriva entro un certo termine, il processo non deve farsi più. No,ogni processo può e deve farsi entro un termine ragionevole. Come? Come si fa in tutte le moderne democrazie occidentali dove è vigente il cosiddetto “sistema accusatorio” (quello, cioè che consente ad accusa e difesa di potersi confrontare alla pari durante il processo): eliminare il doppio giudizio di merito, ovvero non più giudizio di primo grado e giudizio di appello, ma un solo giudizio di merito e poi eventualmente il giudizio di legittimità riservato alla Corte di Cassazione.
Ancora un altro esempio di cosa non è stato previsto nel tanto decantato pacchetto giustizia? Eccolo. Nulla è stato previsto in merito alla necessaria riformulazione del reato di voto di scambio di cui all’art. 416 ter codice penale, furbescamente approvato (da tutti i partiti presenti in Parlamento, ad eccezione del MoVimento 5 stelle) lo scorso 16 aprile di quest’anno con la scusa di combattere meglio i “rapporti gelatinosi” fra criminalità mafiosa e politica ma che, in realtà, si è rivelata essere solo un altro modo per assicurare impunità a quei politici che – per poter essere eletti – si affidano ai mafiosi per cercare i voti necessari. Infatti, proprio in questi giorni la Cassazione ha dovuto riconoscere la non colpevolezza del cuffariano Antonello Antinoro (detto, mister Preferenze) in quanto, pur essendosi egli incontrato un paio di volte con il boss di Resuttana, ed avergli consegnato una busta di 5.000 euro in cambio di voti per le elezioni regionali del 2008, il nuovo articolo 416 ter rende penalmente irrilevanti tali comportamenti qualora non si riesce a dimostrare (come nel caso di specie) che il mafioso si sia impegnato a procurare i voti con la “forma di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e omertà”. Insomma, secondo l’attuale art. 416 ter del codice penale (che ieri non è stato nemmeno preso in considerazione di cambiare) il mafioso che chiede all’elettore Caio di votare il politico Sempronio ma lo fa non minacciandolo esplicitamente bensì limitandosi a chiederglielo con un sorrisino di circostanza, non commetterebbe alcun reato di voto di scambio né lui né il politico che è stato favorito. Ma ve lo immaginate voi, lo stato d’animo di quei poveri cristi di elettori che – trovandosi in una ben determinata zona geografica ed in una chiara situazione ambientale sfavorevole - si vedono venire incontro un mafioso che – mani in tasca e cappello in testa - se la ride e gli chiede “il favore” di un voto? Secondo voi, essi vivono tale richiesta come una banale richiesta elettorale di questo o quel militante di partito o come un diktat a cui “resistere non potest”?
Mi fermo qui, per oggi e per non tediare oltremodo chi ha avuto la pazienza di leggermi finora ma – se mi sarà data ancora la possibilità di intervenire – potrei segnalare altre decine e decine di incongruenze di cui è infarcito il “pacchetto giustizia” presentato ieri in pompa magna dal Governo.
Per ora mi limito solo a prendere atto di una verità incontestabile: Berlusconi è sempre stato un abile venditore di fumo ma almeno nei suoi confronti vi è stata la possibilità di conoscere “l’altra versione dei fatti” grazie ad una parte degli organi di informazione che non si sono lasciati sedurre dalle sue promesse. 
Con Renzi, invece, c’è un “appecoronamento” generale (ad eccezione di qualche testata, di cui pure va dato atto) che preoccupa soprattutto per la tenuta democratica del nostro paese. Ma forse no: fino a quando abbiamo un Presidente del Consiglio che “gira con il gelato in mano” per reclamizzare il prodotto Italia, il nostro paese non si trova in una situazione drammatica ma solo ridicola!
Staremo a vedere!” 
- Antonio Di Pietro

C’è il meraviglioso “chi sbaglia paga” renziano, da applicarsi esclusivamente ai giudici. Lo slogan è molto popolare, specie in un paese con milioni di criminali che votano e fanno votare, e le rare volte che si riesce a condannarli si sentono tutti Enzo Tortora.
Marco Travaglio