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Er cinematofrego


Pe millanta e mill’anni

che nun c’ero

ho visto tutto nero.    

Ma un giorno ho visto er giorno

come un firme a colori, uno stravede:

la zinna, la bobbona, er giocarello,

er celo su per aria, la commare

cor culo a contrabbasso, er sole, er mare,

la processione, er santo, le frittelle,

li rigatoni ar sugo, la sediola,

le scampagnate, l’arberi, le stelle,

er lecca lecca, le botte, la scola,

la maestra regazza, er mannolino,

l’ucello, er padreterno, er pane, er vino,

le seghe, le funzione, l’oratorio,

la fregna, orapronobbis, er casino,

la fregna, er paradiso, er purgatorio,

er servì messa, la fregna, er pallone,

la magacirce, la fregna, Platone,

er communismo, la rivoluzzione

der monno, un culo tonno a quer dio bionno,

la voja d’arinasce, la piggione,

la socera, li debbiti, la fre…

Che ber cinematofrego!

La luce in sala, s’apreno le porte.

Aspetti er bibitaro

E arriva quela stronza de la morte.

"Perché non cambierai mai verso senza cambiare mentalità. Senza parlare anche e soprattutto a chi gli 80 euro li prende volentieri, ma avrebbe preferito vederli arrivare dai 120 miliardi di tasse non pagate. Perché lui le paga. Quindi quegli 80 euro li hai presi a lui. A chi vorrebbe che la riforma della giustizia riguardasse in primis chi i reati li subisce.

E magari gufare no, ma un po’ rosicano. Perché pure Renzi chiede consenso e voti a tutti, ma proprio a tutti. Tranne che a loro. Per questo non lo dici, “gufi”. E non lo dici, “rosiconi”. Anche se funziona, anche se voli al 34 per cento. Perché non sei alla Gabbia di Paragone: sei a Palazzo Chigi.”

caraincertezza:

La vita non e’ quella che si e’ vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. Gabriel Garcia Marquez

caraincertezza:

La vita non e’ quella che si e’ vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. Gabriel Garcia Marquez

Entrata in vigore durante il II governo Berlusconi la legge 40/2004 è una legge iniqua e liberticida. È una mortificante per la donna, sprezzante del suo corpo e incurante delle sofferenze che vive una coppia che non riesce ad avere figli. Tutto questo, dal 2004 a oggi la Corte Costituzionale e le sentenze di diversi tribunali italiani, lo hanno a più riprese stabilito. A voler essere clemente con quel governo, potrei dire che la 40/2004 rispecchia forse ciò che l’Italia è diventata: un paese in cui i diritti sono considerati privilegi e a orientare il corso delle cose non sono esperti e studiosi, non è la ricerca scientifica, non sono qualifiche e competenze acquisite dopo anni di studio, ma il peggior senso comune. Il più retrogrado, quello di politici il cui unico scopo è essere più solerti persino della chiesa in cui dicono di credere e nel cui nome giurano di agire. Un paese che fa della famiglia il nucleo sociale fondamentale, ma che non ritiene sia poi diritto di tutti potersene costruire una.

Entrata in vigore durante il II governo Berlusconi la legge 40/2004 è una legge iniqua e liberticida. È una mortificante per la donna, sprezzante del suo corpo e incurante delle sofferenze che vive una coppia che non riesce ad avere figli. Tutto questo, dal 2004 a oggi la Corte Costituzionale e le sentenze di diversi tribunali italiani, lo hanno a più riprese stabilito. A voler essere clemente con quel governo, potrei dire che la 40/2004 rispecchia forse ciò che l’Italia è diventata: un paese in cui i diritti sono considerati privilegi e a orientare il corso delle cose non sono esperti e studiosi, non è la ricerca scientifica, non sono qualifiche e competenze acquisite dopo anni di studio, ma il peggior senso comune. Il più retrogrado, quello di politici il cui unico scopo è essere più solerti persino della chiesa in cui dicono di credere e nel cui nome giurano di agire. Un paese che fa della famiglia il nucleo sociale fondamentale, ma che non ritiene sia poi diritto di tutti potersene costruire una.

Come si possono decidere le regole della nostra democrazia con chi ha frodato il Paese ed è sceso a patti con la mafia? Oltretutto facendosele imporre?

"Bellezza è l’eternità che si contempla in uno specchio; e noi siamo l’eternità, e noi siamo lo specchio".